Big bass da riva

 

La cattura del pesce di taglia, in tutti i tipi di pesca sportiva che si possono praticare, risulta sempre un momento carico di forti soddisfazioni ed emozioni. È anche vero, purtroppo, che non sempre risulta facile portare a termine questa “missione”. Ecco come comportarsi quando la ricerca del big bass avviene pescando “dal piede”, ovvero senza l’ausilio del natante.

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Pesca da riva: di necessità virtù

Sicuramente uno dei principali problemi ai quali si deve far fronte per la ricerca del bass di taglia risulta essere la possibilità di approcciare come vorremmo al tipo di spot che decidiamo di affrontare. Spesso infatti, dopo aver scelto il luogo di pesca, anche se ci piacerebbe poter decidere con che modalità effettuare la pescata, quindi dalla riva, dalla barca o dal bellyboat, ci troviamo costretti a dover approcciare obbligatoriamente da riva a piede asciutto. Parlo ad esempio di laghi privati, di riserve di pesca e di tutti quei laghi ed invasi gestiti da regolamenti specifici, dove non è concesso utilizzare imbarcazioni come le bassboat o le john boat o dei sempre più noti ed utilizzati “ciambelloni”, i float tubes. Altre volte invece, siamo noi a scegliere deliberatamente di optare per una bella pescata da riva, nello slang dei pescatori a spinning chiamata comunemente “dal piede”, richiamando al significato della pesca effettuata appunto camminando a piede asciutto sulle sponde o sulle rive dello spot. Catturare grossi esemplari non è mai facile e, come in tutti i tipi di approcci, pescare da riva ha i suoi contro, ma anche alcuni “pro” interessanti, soprattutto in alcune parti dell’anno. In questo articolo descriveremo proprio le caratteristiche principali e anche qualche trucco relativo agli approcci possibili della pesca da riva, come comportarsi e magari anche che tipo di tecniche scegliere come primo approccio allo spot stesso.

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L’approccio allo spot

Pescando dal piede, a differenze degli approcci dal centro del lago verso la sponda, come con la barca o con il belly, ci troveremo a dover pescare spesso sotto i nostri piedi: sopratutto per noi pescatori di bass, nel vero senso della parola, capiterà di catturare molti esemplari proprio a pochi centimetri da dove potremmo arrivare camminando, nell’immediato sottoriva. Il bass è un predatore che nei periodi di attività predilige questo tipo di spot. In particolare troveremo i grossi esemplari in acqua bassa in due momenti: durante il periodo estivo, soprattutto nelle prime ore del giorno, quando si fanno largo tra le tenebre le prime luci dell’alba e alle ultime del tramonto; nel periodo del pre frega (da fine marzo fino ad aprile) durante tutto l’arco della giornata, poiché i grossi esemplari si sposteranno in acqua bassa per cercare le zone dove poi andranno a riprodursi.

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Primi lanci da lontano

Porremo grande attenzione quindi non solo all’azione di pesca, ma anche e soprattutto alla fase di avvicinamento allo spot. Infatti inizieremo a lanciare nell’immediato sottoriva già da molto distante, quindi ci posizioneremo a circa un paio di metri dall’acqua e incominceremo a sondare la zona immediatamente sotto la sponda e, solo dopo aver lanciato alcune volte, inizieremo ad avvicinarci all’acqua fisicamente. Tutto questo per evitare di spaventare i possibili predatori presenti. Spesso, pescando da riva, avremo pochi accessi all’acqua e quindi ci troveremo limitati nella possibilità di pescare in tutti gli hot spot del lago. Quindi dovremo per forza fare di necessità virtù e cercare di sfruttare al meglio ogni accesso disponibile.

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I vantaggi della pesca “dal piede”

Pescando da terra potremo far nostri quei pesci ormai abituati ed infastiditi dal passaggio di barche e belly boat

Cerchiamo di vedere questa restrizione come un vantaggio piuttosto che uno svantaggio, infatti questa difficoltà è estesa a tutti i pescatori che frequentanto quello spot, quindi la pressione di pesca nelle zone difficilmente raggiungibili e, spesso, su gran parte dello spot, sarà comunque ridotta. Dopo aver iniziato a sondare la zona sottoriva mantendendoci distanti da questa, come abbiamo detto poco prima, per non spaventare i bass che potrebbero trovarsi in caccia nelle zone di acqua bassa, ci avvicineremo all’acqua e inzieremo a battere la parte frontale dello spot, la porzione di lago che troveremo esattamente di fronte alla postazione nella quale saremo posizionati. Dopo alcuni lanci con la nostra tecnica preferita, o comunque con quella che crediamo più efficace in quella deterinata situazione, cercheremo di variare il pattern di pesca per sondare magari le diverse distanze, magari con delle esche di reazione, che sono molto aerodinamiche e ci consentono di raggiungere ottime distanze, e soprattutto le differenti profondità che si aprono di fronte a noi, magari con montature drop shot o split shot per rimanere in pesca a buone profondità. Prima di passare a pescare dal “varco” successivo, non dimentichiamo mai di fare dei lanci paralleli alla sponda, magari prima con esche di reazione, per vedere di stimolare qualche pesce attivo e avere così qualche chance in più di allamata, pescando magari a jerk o spinnerbait. Qualora non sortissero risultati provare poi con degli approcci più lenti come il texas o i jig.

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Silenziosi e invisibili: pesca a vista

Pescare da riva potrebbe sembrare solo un’azione di pesca “limitativa”. Invece, in alcuni casi, risulta essere l’unico modo per riuscire a ingannare qualche grosso bass che ormai è infastidito dal rumore e dalle vibrazioni emesse dai motori elettrici delle bassboat o che comunque è abituato e insospetitto dalla presenza di pescatori direttamente immersi nell’ambiente liquido con il bellyboat. Inoltre, pescando da riva, potremo sfruttare maggiormente quella che sarà la pesca a vista, infatti spesso pescando dal piede riusciremo ad avere una visuale dello spot migliore e quindi talvolta anche dei predatori presenti in esso, rispetto a quando ci troviamo dalla barca o dal belly. Da riva potremo essere più silenziosi e per forza di cose, non trovandoci su imbarcazioni ingombranti, potremo anche avvicinarci di più verso il bass per cercare di ingannarlo a “vista” senza che lui riesca a vederci o percepirci. Il tutto ci sarà facilitato in quegli spot ricchi di vegetazione sulle sponde, che tanto risultano difficili da approcciare quanto invece diventano utili per coprirci agli occhi del predatore e permetterci di essere un pochino più “grossolani” e magari rumorosi nell’avvicinamento allo spot.

Nel prossimo post vedremo due accorgimenti fondamentali nella pesca al black bass da riva. Continuate a seguirci!

Luca Ruggeri

Ciao, mi chiamo Luca Ruggeri. Sono appassionato di pesca a bassfishing e più in generale di tutti quei modi di pescare che prevedano l'uso di Esche artificiali. Su spinningTV.it e sul canale youtube Spinning Television troverai diversi video tutorial e di pescate che ho registrato nel corso degli ultimi anni