Itinerario fiume Nera, trote no-kill

L’efficiente gestione no-kill di questo tratto del fiume Nera ha ottenuto, nel tempo, ottimi risultati che oggi si traducono in una sostenuta popolazione ittica, rappresentata da fantastiche trote fario, anche di taglia considerevole, che possiamo insidiare esclusivamente con le esche artificiali

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Attivo dal 2003, il tratto no-kill del fiume Nera in gestione all’Arci Pesca F.I.S.A. trova nei suoi quasi due chilometri di estensione lineare una fantastica risorsa per la pesca con le esche artificiali, mosca ma soprattutto spinning, obbligatoriamente praticato con un solo amo senza ardiglione, per tutelare al massimo la salvaguardia delle prede allamate.

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Incanto a Macenano

Siamo in Umbria, precisamente in provincia di Terni nei pressi della località Macenano a pochissima distanza della famosa Cascata delle Marmore, e in questo ambito abbiamo la possibilità di lanciare i nostri artificiali in uno dei più bei e pescosi fiumi del Centro Italia. Questo tratto a gestione speciale confina, a valle, con un’area del fiume direttamente gestita dalla sezione di Terni della FIPSAS che da concessionario ne cura le attività e i ripopolamenti con risultati davvero eccellenti. Il lavoro svolto dall’Arci Pesca in questo periodo di gestione è stato davvero lodevole, e tanto si è potuto concretizzare anche grazie alla sensibilità e collaborazione in primis dei pescatori, e di alcune associazioni dilettantistiche locali che hanno a cuore la promozione del territorio. Prime fra tutte l’ASD Black Fish di Terni, impegnata in prima linea con un valoroso gruppo di lavoro costituito da alcuni associati davvero volenterosi particolarmente attivi nel territorio e con l’obiettivo di far avvicinare i più giovani alla pesca sportiva. Il responsabile del settore spinning, Roberto Benedetti, ci ha accompagnati con alcuni soci a visitare il corso del fiume per scoprirne le sue meraviglie che soprattutto un lanciatore può cogliere.

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Un fiume ricco di spot

Partendo dal confine della zona no-kill situato più a monte (individuabile dalla presenza di un ponte), abbiamo subito l’impressione di trovarci in un fiume con un’incredibile ricchezza di spot. Infatti, in soli duecento metri, le condizioni mutano e si alternano con sorprendente rapidità, passando da un ampio e basso fondale in cui l’acqua scorre veloce, a un’improvvisa strettoia, che guadagna profondità riaprendosi nuovamente e anticipando ulteriori differenti condizioni. Continuando a seguire il percorso del fiume si ripete l’alternanza delle sue condizioni quasi in modo avvincente, incuriosendoci e portandoci a scoprire nuove situazioni con cui poterci confrontare cambiando artificiale per trovare quello che meglio si adatta a ogni specifico spot. Se le fario sono in caccia si spostano ad ampio raggio e avremo la possibilità di scovarle un po’ dappertutto, contrariamente se incappiamo in una giornata difficile avere la meglio sul pesce diventa molto impegnativo ed è in questo caso che dovremo compiere delle ricerche mirate prestando attenzione anche al minimo particolare come la dimensione dell’artificiale, la velocità di recupero, la profondità di pesca e quant’altro.

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Il Nera rende il massimo delle sue possibilità con l’acqua limpida, ma se un’improvvisa precipitazione dovesse sporcare il corso del fiume e opacizzare di conseguenza l’acqua le opportunità di avere la stessa resa sono assai remote, anzi le difficoltà si moltiplicano perché il pesce diventa meno attivo e non aggredisce l’esca con convinzione. Rispetto a quanto si usa tradizionalmente fare nei corsi d’acqua a carattere torrentizio, le peculiarità idrogeologiche di questo fiume che lo associano ad un corso d’acqua appenninico con caratteristiche di risorgiva ci suggeriscono di pescare da monte verso valle poiché nei tratti con maggiore profondità possiamo gestire meglio l’artificiale lanciandolo lateralmente o nel senso stesso della corrente, e dunque recuperando con un migliore controllo per farlo lavorare a ridosso del fondale. Lanci a risalire, e conseguentemente recuperi a favore della corrente sono invece da privilegiare in tratti di acqua bassa o dove il flusso d’acqua rallenta drasticamente favorendo in questo modo un deciso controllo sull’artificiale mantenendone costantemente attiva l’azione.

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Una gestione di qualità

La volontà di come l’Arci Pesca F.I.S.A., in collaborazione con la Provincia di Terni, intende valorizzare la pesca sportiva nel fiume Nera è dimostrata anche dal fatto che le semine di trote fario adulte avvengono esclusivamente con ceppi selezionati e con esemplari in perfette condizioni. Tuttavia è sufficiente osservare le pinne e le livree di questi salmonidi per rendersi conto di cosa stiamo parlando, e altrettanto vale per i ripopolamenti con avannotti che vengono eseguiti periodicamente a scopo di rafforzamento genetico della popolazione ittica. In particolare la cernita dei capi è molto ferrea, affidandosi ad allevatori certificati con trote fario di estrema qualità. In questo modo il pescatore che ha la fortuna di lanciare le proprie esche in queste acque si confronterà con prede in perfetta salute, dai colori meravigliosi e dotate di una combattiva difesa che rende entusiasmante il confronto dalla ferrata alla fase fina del recupero a riva.

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Artificiali e armature

Minnow e cucchiaini rotanti sono gli artificiali che meglio si adattano alle condizioni ambientali del Nera, sia per le mutevole diversità degli spot che per i vari cambi di profondità del fondale e dei flussi di acqua corrente. Riscontriamo con buona alternanza zone di acqua bassa in cui scorre rapida ad altre dove le buche rappresentano degli ottimi punti di stazionamento per i pesci di taglia più bella. Ad ogni condizione la scelta dell’esca giusta e del suo corretto impiego può determinare l’esito della giornata; ad esempio in una buca è necessario che l’artificiale venga fatto lavorare sull’intera colonna d’acqua fino a raggiungere il fondale, mentre là dove la corrente è particolarmente vivace è fondamentale utilizzare un’esca in grado di mantenere l’assetto e la propria capacità di lavorare in modo attivo e costante. Come già ribadito, il regolamento impone l’utilizzo di esche dotate di amo singolo senza ardiglione; a proposito di questo e obbligatorio sostituire le classiche armature ad ancoretta con adeguati ami singoli già sprovvisti di ardiglione, oppure schiacciandolo o asportandolo con una lima all’occorrenza. Ogni volta che ci apprestiamo a fare una modifica di questo genere, è importante scegliere la nuova armatura in funzione della dimensione dell’esca, rispettando una certa proporzionalità perché mantenga la sua efficacia in ferrata. Attenzione però, perché pescando con l’amo singolo le possibilità di andare a segno sul pesce statisticamente si riducono anche se da un certo punto di vista causiamo danni inferiori al salmonide; la ferrata andrà pertanto ragionata, mai eccessivamente rapida ma nemmeno lenta, e non fidiamoci di dare la stoccata al pesce semplicemente facendo riferimento al contatto visivo. Molte volte pescare a vista inganna: affidiamoci di più alla sensibilità percepita attraverso la canna mentre il pesce attacca l’esca, trattenendola in bocca. Per facilitare all’artificiale il raggiungimento e il mantenimento del fondale, sceglieremo dei rotanti dal buon peso specifico senza troppo esagerare nella dimensione: dobbiamo infatti optare per una misura tradizionale, numeri 2 e 3, con grammature variabili tra 4,5 e 12 grammi in base allo spot in cui pescheremo. Per questa necessità sono molto validi i Martin col corpo zavorrato, mentre per le zone meno profonde rendono alla grande i Mepps di cui sceglieremo preferibilmente le versioni con paletta allungata per pescare nelle correnti più forti, o con paletta a goccia per un utilizzo decisamente più universale (in questo caso spaziamo tranquillamente anche su altre marche). I pesci esca dovranno invece essere affondanti, di misura compresa tra 4 e 8 centimetri al massimo meglio se a sezione intera: per quanto riguarda i colori di base sono da privilegiare varianti dorate e argentate, a cui affiancheremo anche qualche modello con tonalità ben visibili tipo il giallo, l’ocra e il verde, o versioni con livree realistiche come la trota fario, il vairone, la sanguinerola e il pesce bianco in genere.

Nera no-kill: spinning nel cuore della vegetazione

Soprattutto in piena estate quando la bella stagione favorisce il massimo sviluppo della natura, la vegetazione esterna si infoltisce, avvolgendo il corso del Nera in una selvatica flora che, oltre a dare un senso di incredibile naturalezza a questo ambiente, crea qualche difficoltà per raggiungere le postazioni da dove iniziare l’azione di pesca. Non che questo ci disturbi all’eccesso, ma in qualche punto dovremo fare un po’ di fatica per arrivare a tiro delle trote. Ci sono da considerare anche gli ostacoli naturali presenti lungo il corso del fiume, soprattutto quelli sospesi sulla superficie dell’acqua oppure sommersi, questi ultimi difficilmente visibili, che ci obbligano a fare lanci non eccessivamente lunghi ma bensì sempre “a portata” e ben mirati. Tecnicamente paga il sistema di pesca che prevede lanci verso la sponda opposta, proprio a ridosso della vegetazione che arriva a lambire l’acqua e dove le trote trovano riparo soprattutto in estate quando il sole è a picco. In questo modo possiamo eseguire anche con rapidità un gran numero di lanci coprendo in modo capillare un’importante estensione d’acqua senza tralasciare spot che invece potrebbero risultare molto produttivi.

L’attrezzatura essenziale

Rispetto ad un qualunque altro corso d’acqua a carattere semi torrentizio, la scelta dell’attrezzatura per il Nera sostanzialmente non cambia: canne leggere e ben bilanciate da 2,10 a 2,50 metri possibilmente ad azione medio-progressiva dotate di una buona rapidità, caratteristica decisamente utile quando si pesca in acqua corrente con artificiali dotati di monoamo. Il mulinello, logicamente ben bilanciato con l’attrezzo da lancio, dovrà essere anch’esso leggero e con un buon rapporto di recupero, o altrimenti con un generoso diametro della bobina che permetta di incamerare una discreta metratura di lenza ad ogni riavvolgimento della manovella. Particolare attenzione andrà rivolta al filo, precisamente al nylon; in questo ambiente i nemici più temuti sono le rocce e i tronchi, gli arbusti sommersi e la vegetazione in genere, con forti radici esposte. Scegliamo dunque un fino non eccessivamente sottile, uno 0,22 o 0,23 mm è il più indicato, meglio se con ottime caratteristiche di resistenza superficiale all’abrasione e non esageratamente elastico. Sarà comunque buona abitudine controllare frequentemente lo stato d’integrità dell’ultimo metro e mezzo di lenza in modo da eliminare alcune decine di filo compromesso facendo nuovamente la legatura all’esca. Sarebbe molto spiacevole perdere un bel pesce, spezzando la lenza, perché la sezione terminale si è lesa sfregando eccessivamente a contatto con qualche ostacolo.

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Silenziosità e mimetismo

Buoni abitudini per uno spinner in questi luoghi spettacolari

Come tutti i corsi d’acqua a carattere torrentizio in cui la moderata profondità e la limpida trasparenza è una caratteristica naturale, anche muovendoci lungo le sponde del Nera dovremo prestare attenzione a spostarci con silenziosità. Qui le trote sono sospettose e non dimentichiamo che molte di loro hanno già avuto l’incontro con le esche artificiali; oltre a vederci sono anche in grado di sentirci arrivare se facciamo troppo rumore nell’avvicinamento allo spot. La prima regola fondamentale è di muoverci sulla sponda con calma senza passare eccessivamente vicini all’acqua, sfruttando all’occorrenza gli ostacoli naturali che troviamo lungo il corso del fiume per non farci vedere dal pesce. Sebbene molte zone siano impegnabili a piede asciutto, per gli spostamenti consigliamo comunque gli stivali a coscia o meglio i waders che ci torneranno utili nel caso in cui il livello dell’acqua fosse sostenuto e si presentasse la necessità di guadare l’alveo del fiume per passare da una sponda all’altra. Qualora invece dovessimo entrare in acqua per portare a termine l’azione di pesca o per spostarci perché la riva non presenta punti esterni di passaggio, l’avanzamento dovrà essere assai lento cercando di muovere la minore massa d’acqua possibile e bloccandoci in caso vedessimo una trota potenzialmente in caccia. Dal punto di vista ambientale, il Nera presenta condizioni molto varie: ci porta necessariamente ad applicare quanto sopra descritto nell’ottica di essere sempre nelle migliori condizioni di pesca.

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Permessi e regolamenti

Per pescare in questo tratto di fiume, oltre alla licenza di pesca governativa, bisogna detenere anche il permesso di pesca specifico per il no-kill nelle acque secondarie di categoria A. In questo ambito la zona è ulteriormente suddivisa in settore A e settore B, il primo dove si può pescare esclusivamente a mosca e il secondo dove le tecniche consentite sono la mosca e lo spinning. Il settore B è compreso tra la località Caserino (tettoia in ferro sulla s.s. 209 Valnerina), a risalire per km.1,750 c.a. fino al ponte in località Macenano. E’ consentito pescare con esche artificiali muniti di un solo amo singolo senza ardiglione. Il costo per permesso giornaliero è di 10 euro, mentre quello valido per 15 uscite è di 50 euro. Il periodo di pesca va dall’1 aprile al 30 ottobre compresi, mentre è possibile pescare tutti i giorni della settimana fatta esclusione per il giovedì non festivo.

Come arrivare
In auto

Per chi proviene da Firenze o Roma si prende il tratto autostradale A1 e si esce al casello di Orte; da qui si imbocca la superstrada E45 in direzione di Terni e si seguono successivamente le indicazioni per Piediluco e Marmore. Imboccare la strada regionale 209 percorreremo la magnifica Valnerina oltrepassando prima l’abitato di Arrone, poi Ferentillo fino a sopraggiungere in località Macenano da dove inizia (a monte la zona no-kill).

Chi invece proviene da Bologna dovrà percorrere il tratto autostradale A14 in direzione Rimini-Ravenna e uscire al casello di Cesena Nord imboccando la superstrada E45. Da qui si dovrà arrivare fino a Perugia e poi Terni, e successivamente seguire le indicazioni come sopra.

La Redazione di PescaTV.it (sezione pesca a spinning)

La Redazione della sezione "Pesca a spinning" del gruppo Pesca TV (http://pescatv.it) è formata da pescatori, articolisti, fotografi, agonisti della pesca sportiva e videomaker appassionati di pesca. Proprio come te, anche noi abbiamo a cuore il rispetto della natura e la pratica del nostro passatempo preferito, quello che si fa con canna da pesca e mulinello tra le mani, sapendo di pescare bene ed in maniera etica. Oltre rispetto delle leggi scritte, vogliamo diffondere il rispetto di "leggi che non sono scritte", come per esempio il catch & release ed il rispetto per i pesci.