Ricopiano le esche da pesca e il giudice li condanna!

Spagna: condannato a risarcire per aver clonato artificiali di marca. A tre anni dalla denuncia, primo caso in Europa di condanna per violazione dei diritti di proprietà intellettuale relativamente ad esche artificiali

Le esche in questione sono i celebri Black Minnow, pescetti in silicone prodotti dalla Fiiish. Il clonatore, un “artigiano” dei Paesi Baschi, costruiva e rivendeva via internet copie quasi identiche del suddetto artificiale. Curiosamente, il prezzo dell’esca così creata era, sì, più basso dell’originale, ma solo di un 20%: guarda caso, la differenza di prezzo che l’azienda produttrice del Black Minnow spende in IVA.

lures fishing bait esche artificiali copiate da black minnowIl caso è tutt’altro che isolato, e le cause aperte analoghe a questa sono numerose, comprese quelle contro negozianti che vendono cloni, e che puntualmente si difendono dichiarando di non sapere che il prodotto in questione è una copia che viola i diritti di proprietà intellettuale. Nella maggior parte dei casi, i cloni sono delle copie fedeli dell’originale, con piccole modifiche nei dettagli: come stabilito dal tribunale spagnolo, una pinna in più o due squame in meno non rappresentano una modifica sostanziale, nonostante la falsa credenza diffusa, secondo la quale sarebbe sufficiente cambiare di poco il design per trasformare il clone in un prodotto originale. Un’altra credenza ben radicata è che tutti i marchi del mondo della pesca (specialmente quelli che producono esche non proprio economiche) sarebbero grandi aziende dall’indotto astronomico, e che pertanto il danno arrecato dalla clonazione dei loro modelli sarebbe irrisorio. La verità è ben diversa. Fiiish, nella fattispecie, è una piccola impresa nata in un garage sei anni fa, ad opera di tre ragazzi che hanno lavorato duro per realizzare un sogno, che da un lato devono continuare a lottare per non soccombere alla concorrenza, e dall’altro devono perdere tempo prezioso in cause legali per non vedersi rubare il lavoro illegalmente. In Italia, le aziende promettenti sono tante. Difficoltà burocratiche e tassazione eccessiva sono già un freno sufficiente alle piccole e medie imprese che, in diversi ambiti, potrebbero dare un grande contributo per rilanciare l’economia del paese. La violazione del copyright da parte del primo furbetto contribuisce a delineare un quadro non certo roseo. Con questo primo precedente legale europeo si concretizza la speranza che l’impegno di tanti appassionati onesti venga finalmente tutelato.

Esche artificiali copiate: ecco il dispositivo del giudice spagnolo che ci hanno segnalato.

 

La Redazione di PescaTV.it (sezione pesca a spinning)

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