Spinning light ai tunnidi da terra

Lo spinning ai pelagici dalla scogliera, a ragion veduta, è affrontato dalla maggior parte degli appassionati con un approccio medio-pesante, volto a tener testa alle fughe devastanti di questi predatori potentissimi. Anni di esperienza, tuttavia, ci hanno portato alla conclusione che alleggerire l’attrezzatura può contribuire ad ampliare i nostri orizzonti e ad aumentare il numero di catture.Spinning_tunnidi_pelagici_light_mare (7)

Luoghi comuni sulla pesca dei pelagici da terra: riconsideriamo alcuni aspetti di questa tecnica

Quando si pensa allo spinning dalle scogliere profonde, la fantasia vola sempre su prede da sogno, combattimenti adrenalinici e attrezzature robuste. Questo è un po’ il pensiero standard su come affrontare e cosa aspettarsi da certi ambienti, ma in realtà, gli approcci possono essere i più disparati, specialmente per quel che riguarda il mondo delle attrezzature, dove trovano applicazioni sensate e frutto di ragionamenti anche tipici libraggi da spigola. No, non si tratta di diminuire i diametri o alleggerire canna e mulinello con il solo scopo di mirare a predatori minori, ma di scelte tattiche che migliorano la presentazione delle nostre esche per garantirci un maggior numero di attacchi da parte di predatori di taglia, che spesso, nonostante la frenesia alimentare e la rinomata aggressività, presentano anche una spiccata selettività, come ad esempio fanno alcune specie di tunnidi. Vediamo nel dettaglio come e perché un approccio più “light” ci aiuta nel risolvere molte situazioni con questi velocissimi pelagici.

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Attrezzatura leggera, ma quanto?

Facciamo una piccola precisazione, perché al giorno d’oggi, con il cosiddetto “light spinning” si va a intendere una branca del mondo della pesca con gli artificiali spesso estremizzata, che sfocia anche nel “rock fishing” e che, nel nostro caso, non ci riguarda. Lo spinning medio italiano da scogliera, in ambienti profondi e soprattutto quello indirizzato ai tunnidi, viene affrontato generalmente con trecciati da 20 – 25 lb fino ad arrivare alle 30 lb in situazioni particolari. Alleggerire il complesso pescante non significa arrivare a rendere il gioco rischioso tanto da mettere ogni recupero sul filo del rasoio solo per allungare il combattimento, bensì diminuire i libbraggi quel tanto che basta ad aumentare le distanze di lancio, migliorare l’azione in pesca, contrastare meglio gli agenti esterni come vento e corrente e poter allo stesso tempo opporre la giusta resistenza in modo da stancare il pesce in tempi ragionevoli… tutti fattori non di poco conto! In poche parole dobbiamo rendere la nostra attrezzatura più leggera ma pur sempre equilibrata.

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Trecciato, nylon e fluorocarbon di qualità

Un ottimo compromesso per ottenere questo risultato è utilizzare trecciati di libbraggio compreso tra le 14 e le 16 lb, ma attenzione, per sfruttare al massimo le caratteristiche di un complesso pescante più leggero non basta acquistare la prima treccia trovata tra gli scaffali. La maggior parte delle trecce di fascia medio bassa, specialmente quelle provenienti dal mercato americano, sono spesse e rigide, caratteristiche che non fanno proprio al caso nostro e non giustificano una diminuzione dei diametri. Decisamente più vantaggioso invece rivolgersi al mercato Giapponese, spendere un po’ di più e acquistare trecciati di alta qualità, molto più morbidi e fini a parità di libbraggio rispetto alla concorrenza. Anche il finale, per rendere più armonioso il tutto, necessita di un ridimensionamento: avrebbe poco senso collegare ad un trecciato da 15 lb un leader rigido e spesso da 0,60 mm, creerebbe un contrasto troppo spiccato tra morbidità e durezza che non ci porterebbe nessun beneficio, adattiamolo quindi alla lenza madre e montiamo del buon fluorocarbon di diametro compreso tra lo 0,35 e lo 0,40. In questo modo avremo un complesso pescante che oltre a farci stare in pesca meglio e più a lungo, ci permetterà anche di gestire esche di minori dimensioni, come piccoli minnow o piccoli jig, spesso inutilizzabili con altre attrezzature se non per gittate che non superano i 20 metri e in condizioni di bonaccia.

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Limiti e prede

Se l’idea di affrontare una scogliera alta con un 15 libbre può spaventare, beh, potete stare tranquilli: facendo le cose nel modo giusto, i rischi di ritrovarsi a combattere grossi predatori di fondale sono davvero minimi. Innanzi tutto con un’attrezzatura di questo calibro mireremo quasi esclusivamente a tunnidi e pelagici di superficie/mezz’acqua, come ad esempio le lampughe, tutti pesci che, per quanto forti e resistenti, sfogano le loro energie in acqua libera, eliminando il pericolo di rotture per abrasione sulle rocce. Per quanto potenti, anche i tunnidi come alletterati o palamite fino a 6 – 7 kg, regolando la frizione sui 2,5 – 3 kg finiscono per stancarsi in pochi minuti, facendosi poi portare senza grossi problemi a terra dopo le prime fughe. Anche se un 15 lb viene spesso utilizzato con drag molto inferiori, è perfettamente in grado di gestire questi settaggi senza problemi, magari aiutati da una canna lunga e dalla cima morbida che asseconda le prime partenze e le varie testate, evitando strappi pericolosi sulle “botte” più violente, rendendo i  rischi praticamente inesistenti. Un combattimento su un 15 lb con un pesce di taglia in fondo non richiede altro di ciò che già facciamo con le attrezzature classiche, massima attenzione nelle fasi iniziali del combattimento, cedendo e assecondando quando necessario, per poi tirare con costanza e decisione ai primi cedimenti del pesce, sempre stando attenti a possibili ripartenze finali, sicuramente più deboli e corte, ma quasi sempre inaspettate e in grado di cogliere impreparato l’angler e mettere in crisi l’attrezzatura. Qua non stiamo estremizzando nessuna tecnica, solo alleggerendoci un po’, quindi non facciamoci troppe paranoie e sfruttiamo al massimo le potenzialità della nostra lenza, che ne ha più di quanto pensiamo.

Nei prossimi post di questa serie vedremo come approfittare al meglio, in termini di approccio e di esche, il ridimensionamento della nostra attrezzatura, e quali sono le osservazioni che ci hanno indotto a riconsiderare le attrezzature per lo spinning ai pelagici da terra.