Trota marmorata: tuteliamo la regina del fondovalle

La trota marmorata è il sogno di molti lanciatori italiani, ma la perdita di habitat e l’introduzione di trote fario ne minacciano la sopravvivenza delle popolazioni.


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Tra i salmonidi che popolano le acque interne italiane la trota marmorata (Salmo marmoratus) è senz’altro il più ambito dai lanciatori. Tra i suoi pregi ci sono senz’altro le dimensioni che raggiunge (o raggiungeva): in passato pesci di 20 Kg di peso corporeo e ben oltre il metro di lunghezza totale non erano rarissimi, in corsi d’acqua come il Ticino, l’Adige, il Brenta, il Piave e, soprattutto, l’Isonzo. E’ il salmonide tipico dei fondo valle dei corsi alpini; soffre tantissimo l’alterazione dell’habitat, soprattutto di quello riproduttivo, inoltre rischia l’estinzione genetica delle popolazioni a causa dei fenomeni di ibridazione con la trota fario (Salmo trutta), immessa per scopi alieutici negli ambienti elettivi della marmorata, nonostante ne sia stata riconosciuta l’origine aliena. Salmo marmoratus nella Red List IUCN (rapporto 2013) viene indicata come specie a rischio critico di estinzione (CR). Sotto l’aspetto conservazionistico la trota marmorata è endemica del distretto zoogeografico Padano-Veneto ed è specie di interesse comunitario (Direttiva 92/43. “Habitat”), la cui conservazione richiede la designazione di zone speciali di conservazione (Allegato II). Ciò deve essere perseguito sia attraverso la salvaguardia ambientale (zone di frega, adeguamento dei deflussi minimi vitali, limitazioni nel prelievo, ecc.) ma anche tramite la conservazione genetica della specie, con divieto di ripopolare con salmonidi alloctoni e, in particolare, con quelle specie in grado di determinare introgressione dei ceppi naturali, come nel caso della trota fario Salmo trutta.

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Nel prossimo post parleremo della tecnica di pesca di questo salmonide spettacolare.

Federico Ielli

Sono un ittiologo di lunga data. Mi sono laureato tanti anni fa con una Tesi di Laurea in Scienze Biologiche sulla trota marmorata e poi ho seguito la gestione delle sue popolazioni, sia a livello pratico che teorico, essendo autore di numerose pubblicazioni scientifiche e divulgative sull’argomento e di articoli di pesca pubblicati in numerose testate di settore. Ricordo con piacere la rivista "Spinning" di Ed. A.I., probabilmente la prima, e mai dimenticata, rivista specifica del settore, nella quale condividevo gli spazi con Renzo della Valle, Luciano Cerchi e Roberto Cazzola. Ricordo anche il mio volumetto “La trota marmorata, biologia della specie e pesca con le esche artificiali nelle acque italiane”: penso sia ancora rintracciabile. Dalla teoria alla pratica, ho fatto della pesca a questo stupendo salmonide la mia scelta alieutica di vita, imparando a conoscerla nelle abitudini e nei minimi dettagli, con risultati spesso sorprendenti in quanto a catture.